About me
Mi chiamo Sergio Gimelli, sono nato nel 1976 a Milano, città in cui ho trascorso la mia formazione, grazie a un legame profondo tra il mio essere artista e il contesto urbano che mi ha plasmato.
La pittura rappresenta il nucleo originario della mia ricerca artistica: ho conseguito la Laurea in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove ho avuto l’onore di essere allievo del maestro Stefano Pizzi, che mi ha trasmesso rigore tecnico e sensibilità estetica. Attraverso gli studi in Nuove Tecnologie dell’Arte, sempre a Brera, ho iniziato un percorso verso forme espressive non convenzionali, esplorando materiali, supporti e linguaggi ibridi.
Testo critico
scrive Carlo Franza nel Catalogo Sartori di Arte Moderna e Contemporanea (2022):
“Il recente capitolo di opere di Sergio Gimelli, muove all’interno di quel filone che è propaggine naturale dell’immagine ormai compromessa, così da portarsi ad appartenere ad una sorta di “nuova icona” che approdata su rive lontane dal realismo lirico, è divenuta oggi realtà sublime, assolutamente libera, svaporata, transitante; sicché ormai lontana da un realismo tout court per essere, come di fatto lo è, “ideographic picture” , estetica nuova della cultura europea, che si fa racconto dell’oggi.
Con tecniche diverse, carte applicate, ritagli e colori e toni pastellati, il lavoro di Gimelli vive una radicalità del nuovo gesto pittorico, racconta il presente, si fa diario e memoria di tracciati esistenziali e di figure – occasioni già care a molti artisti contemporanei – che riprendono con naturalità l’umano desiderio del sublime e di emozioni assolute. Memorie, ma anche nostalgie, leggende dell’oggi, miti, dove la concretizzazione ha lasciato il posto all’accenno, a tracce impresse in modo talvolta informale, immagini imperanti che sfuggono ormai le intenzioni figurative o narrative, per essere infine eroiche, oltre la bellezza, in quanto ritornanti all’arte anestetica, non bella, ma decisamente pretesto e filosofia.
Egli racconta la storia dell’oggi, quotidiana, transitante, attraverso una narrazione che utilizza elementi di cronaca domestica e privata, il cui contenuto e la cui costruzione sono ugualmente significativi all’interno di uno spazio dove si trasmettono dei pensieri che vanno al di là del tempo e lo spazio rappresentati. Gimelli scandaglia il mondo e lo ferma con l’immagine, tra il fotografico e la distorsione, l’occasione sopraggiunta, propizia, con la visione potenziata nel clima del colore piuttosto che nel segno, va alla ricerca del tempo perduto grazie a una creatività che fa aggallare interi mondi di recupero della memoria, attraverso materiali che sollevano il pensiero fra intervalli di tempo.”
Franza, C. (2022). Artisti Italiani. Catalogo Sartori di Arte Moderna e Contemporanea (p. 165)